Oggi sono due mesi, due mesi a Keokuk, due mesi di vita indipendente, due mesi di vita al college, e tutto quello che posso dire è che ogni giorno l’avventura si fa più attraente. Ormai la vita qui non è più una sorpresa, piano piano le settimane, i giorni sono diventati più scanditi: sveglia, colazione, biciclettata a scuola (pioggia, vento, caldo, freddo. Per ora nulla mi ha tolto la bici), lectiones in cui ogni volta scopro che anche gli americani hanno qualcosa da dire riguardo al mondo, biciclettata a casa, pranzo e poi comincia la parte difficile, ossia scoprire quando, dove e fino a che ora è l’allenamento.

Può sembrare ordinario, ma alla fine ti accorgi che è vita, ti accorgi che stai crescendo at the speed of light, perché cominci a capire perché la mamma pulisce casa mezz’ora sì e l’altra mezz’ora anche, capisci perché la mamma torna a casa felice dopo aver fatto la spesa, capisci che crescere può non essere così malvagio come pensavi, soprattutto se cresci con qualcuno che sta scoprendo l’altra faccia della vita (quella semi adulta ma non ancora pronta ad essere tale) insieme a te.

Più i giorni passano più mi rendo conto che sì, alle mie compagne mi ci sto affezionando, nonostante il vuoto degli amici italiani si faccia sentire, mi rendo conto che questa vita ormai non è più un’avventura ma che una nuova avventura comincerà quando inizieranno le partite di campionato, le trasferte in bus con la Black Pineapple (l’unica compagna di squadra che porge l’orecchio ai miei discorsi sulla vita e tutte quelle cose malsane che a volte ho bisogno di spiegare) che dorme in posizioni estreme, con il coach che se non prende tutte le buche per strada fa inversione e la ripercorre.
È un’avventura dopo l’altra e io non potevo chiedere di meglio.
 
Ps: alle mie cumpa di spogliatoio, quelle che sanno il fatto loro, quelle che mi mancano come solo la pizza italiana mi manca, volevo dirvi che i messaggi nel gruppo ora li leggo di più di quanto li leggessi prima, e posso dire di essere sorpresa che Martina Boaretto non abbia ancora avuto l’occasione di portare le paste.
Spero che il Vale ogni tanto mostri il suo lato indulgente, se non l’ha ancora fatto, tenete duro. Mi mancate.

Ben

 
Benni’s Nugae” (dal latino, “bazzecole”) è la rubrica attraverso cui Benedetta Morpurgo racconta in prima persona la sua esperienza americana al Southeastern Community College a Keokuk, in Iowa.
Gli episodi precedenti: Vol. 1: i diari di Benedetta Morpurgo dall’Iowa