L’anno sportivo delle U13 vola verso la conclusione. L’esperienza delle ultime partite del campionato, ampiamente pubblicizzate grazie ai nostri umili “resoconti pseudo-giornalistici”, è continuata, in quanto alcune atlete della squadra hanno partecipato ad eventi provinciali e regionali, che hanno aperto lo sguardo ad altre realtà più grandi, più competitive e che mostrano una possibile ottica futura di uno sport più professionale.

Ricordiamo il tre contro tre, Join the game, già citato, con la seconda posizione alle provinciali della nostra Dolcital; il torneo provinciale svoltosi a Verona a seguito di vari allenamenti, dove Chiara C., Francesca C., Laura C. e Debora S. hanno concorso con la squadra della provincia di Padova; a seguito di questo, la partecipazione di Debora S. con la selezione del Veneto al torneo IQBAL; la selezione tutt’ora in corso, tra 22 atlete U13, della regione Veneto, alla quale partecipano Chiara e Francesca C., ai fini del Torneo di una settimana a Bormio. Tutte situazioni che evidenziano capacità preziose da considerare e da spendersi forse anche al di là del nostro territorio e che non dovrebbero essere prerogativa delle atlete che ci vanno o dei genitori che le accompagnano, ma motivo di gioia e perché no di vanto, per l’intera squadra e per quanti se ne occupano.

Ritornando all’anno in corso, mi auguro che l’intera esperienza sia stata certo una fortificazione del corpo, perché secondo i latini, se sano, è un buon contenitore di una mente altrettanto sana, ma anche che quest’ultima si sia aperta a nuovi schemi e a maggiore duttilità, perché come diceva Einstein: “La mente è come un paracadute, funziona se la apri”.

Auspico soprattutto che ci sia stato “un cambiamento dell’anima”, nella capacità di fare squadra non solo nel momento in cui mi alleno o gioco una partita, ma anche fuori, dove mi ricordo del saluto, del come stai, del mi interesso di te, perché squadra è anche legami e valori che regolano quest’ultimi: il rispetto al posto dell’invidia, il confronto a viso al posto dei pettegolezzi, le congratulazioni per qualcosa che l’altro ha raggiunto, piuttosto che il silenzio dell’indifferenza e tanto altro.

Tra questo “tanto”, va citato l’attribuire onore agli avversari, nonostante “nemici”, come il valoroso Achille che dopo aver ucciso il coraggioso Ettore, nella guerra di Troia, restituì il corpo al padre Priamo, come gesto di alto rispetto verso il nemico, e perché nell’aldilà tutti i soldati si ritrovano da fratelli. Concetti di storia antica? Sorpassati? Forse un po’ di nobiltà del cuore e dell’animo farebbe bene a tutti!

Mi auguro infine che genitori, allenatore e dirigenti abbiano saputo dare il classico esempio da adulti, una cosa anche questa passata di moda, ma che se attuata ha il suo effetto. Auguro infine a tutti coloro che si sentono parte di questa società sportiva, che riescano ad imitare chi già è riuscito nell’esemplarità, per umiltà, dedizione, responsabilità, presenza solida e matura. Grazie a tutti, compresi i nostri sponsor!
 

Doriana Pilotto