Virtus Venezia – Uniconfort Giovani Lupe 53-56
 
VIRTUS VENEZIA: Zardo 10, Ballarin 6, Scarpa 8, Berti 8, Antonini 7, Garbeglio 6, Carraro 4, Mason 2, Pistorello 2, Padoan, Ceriani, Faggian. All. Baldrocco.
BASKET GIOVANI LUPE: Pesavento 4, Cogo 2, Bellon 13, Bernar 12, Bano 9, F. Semenzato 6, Simonetto 10, Celleghin, Stocco, Simeoni. All. Petrin.
ARBITRI: Belfadel e Zuliani.
PARZIALI: 17-8, 30-27, 46-42.
 
Arsenale di Venezia. Tempio per marinai e baskettari, posto dove un tempo si costruivano imbarcazioni per conquistare i mari e dove oggi si forgiano giocatori.
Lo scontro al vertice tra le nostre cucciole e la Virtus Venezia, davanti ad una laguna illuminata a festa, rievoca proprio le gloriose regate di un tempo, quando il Moro di Venezia nel 1992 per poco non riuscì a vincere la coppa più prestigiosa del Mondo.
E allora, se partita dura deve essere… match-race sia!

Alla partenza manovriamo meglio e partiamo davanti; dopo un paio di minuti il tabellone segna 6-2 per noi. Bastano però pochi “bordi” per capire che le nostre avversarie sanno navigare bene e, poco dopo, ci passano davanti arrivando a mettere ben 12 lunghezze di distanza.
Le nostre Lupe di Mare conservano aggressività, corrono molto, regolano bene le vele (talvolta issano anche lo spinnaker) e, pur continuando a difendere con difficoltà e ad essere poco spietate sotto canestro, riescono a chiudere il primo tempo sotto di soli 3 punti.
Nonostante tutto però non riusciamo mai a passare davanti, costrette costantemente ad inseguire per non perdere troppa “acqua”, fino all’ultimo giro di boa, quando, come spesso accade, ci si trova a dare il meglio proprio navigando “controvento”.

L’essenza assoluta della vela è proprio tutta qua, nella bolina, con un’andatura silenziosa sempre a “stringere” l’aria, risalendo piano piano fino a quando, a due minuti dalla fine, riusciamo a prendere la “raffica” giusta con la nostra piccola “Paul Cayard” che, dopo aver infilato 3 canestri in fila, ci porta sopra di un punto e quindi, disturbando le avversarie di continuo, governa la nostra prua a tagliare per prima la finish-line.
Alla fine vinciamo di 3… lo stesso identico scarto che condannò il Moro nella finale di Coppa America del ’92! È la storia che si ripete!

Ora, care Lupette, sappiate che, se riuscirete a rimanere concentrate e a tappare qualche “falla”, potreste anche cominciare a pensare di “salpare le ancore” ed avventurarvi oltre Gibilterra.
Buon Vento!