Dopo la super prova di domenica nel match tra Fila e Lucca, il focus della settimana del CT azzurro Marco Crespi è dedicato alla nostra Caterina Dotto! Riportiamo qui sotto l’intervista integrale di Legabasketfemminile.it

 
#sentoilcuoreamille
(Perché sono dentro il campo. Perché sono attorno al campo. Perché il basket è emozione)
 
Appunti dal campo, attraverso un numero, una statistica insieme alle parole di chi è protagonista, per provare ad arrivare ad un pensiero tecnico.

 
34’41”  per 23 punti, 6 su 9 da 2, 3 su 6 da 3, 7 assist, 2 palle recuperate e 2 palle perse.
 
Numeri di una capo giocatrice. Numeri che fotografano la partita di Caterina Dotto contro Lucca.
Numeri che sorpassano l’idea di una bella partita. E contano anche le sole 2 palle perse. Volume di gioco alto, attaccando ogni possesso, accelerando e finire senza -quasi- mai perdere la palla, aggiunge ancora di più ad una prestazione speciale.
 
Una gemella Francesca. Stessa passione. Stesso percorso di formazione. Poi,  per Francesca uno scudetto a Lucca, la maglia di Schio e l’Eurolega, un ruolo importante in Nazionale A, per Caterina campionati di A1 tra Umbertide e Venezia sempre con qualche ma e -se vogliamo mettere un numero- sempre attorno ai 6 punti di media.
“Si. Capivo che ero vista come la gemella scarsa. Ci ho sofferto tantissimo. Il basket è la mia passione. Ma ho utilizzato il pensiero comune come una sfida. Lavorando ancora di più. Sono una che non uscirebbe mai dalla palestra. Ed alla fine ….”
 
Tiro da 3 punti. “Passavano sempre dietro il blocco del P&R. Non riuscivo a vedere lo spazio per accelerare e provare ad entrare “. Tiro da 3 punti e angolo di blocco, due aspetti importanti per rendere più bello il nostro basket. Per allargare il campo tecnicamente. Per coinvolgere emotivamente chi guarda tirando e segnando da 3. Per sentire ogni situazione di gioco una sfida per chi attacca meglio e non tra chi si protegge di più. “Adesso quando vedo che mi inseguono, sento che potrò attaccare e guardare i passaggi, il ferro e la linea da 3. Tutto”.
 
Osare. “Lo hai ripetuto ad ogni allenamento questa estate. Una spinta forte. Giocare attaccando, senza pensare di passare la palla a destra. O a quella compagna. Poi la fiducia che ho trovato a San Martino. Da parte di tutti. E adesso vado in campo sentendomi protagonista.” Non solo parole belle.
 
Campetto. Giocare al campetto, sentirne l’importanza, l’ho ascoltato da Francesca Zara, una stella di un’altra generazione. Lo consiglia anche Caterina “Andare al campetto mi ha aiutato ad essere aggressiva. Fisicamente per vincere la sfida di poter competere con chi è più forte, più veloce. Mentalmente perché non puoi non avere sempre la massima intensità e attenzione. Li’ ho conosciuto anche Daniele.”
 
Energia. Alleno da tanti anni, anzi tantissimi, penso che un allenatore sia guida, ma anche possa essere contagiato dall’energia e dall’entusiasmo di chi allena. Beh, Caterina Dotto ti fa venire la voglia di non uscire mai dalla palestra.